Le curve

Tutti ci siamo trovati, almeno una volta, in situazioni in cui la nostra automobile non abbia seguito la traiettoria da noi voluta; in questi casi, possiamo dire che il nostro veicolo ha un comportamento sottosterzante o sovrasterzante a seconda che la perdita di aderenza al terreno inizi dall’asse anteriore o posteriore.

Nella prima ipotesi l’auto tende a non seguire la direzione  da noi impostata perdendo aderenza: il sottosterzo è perciò il risultato dell’aver impostato una curva con una velocità magari  eccessiva costringendoci a sterzare molto e in maniera rapida e diminuendo notevolmente l’aderenza dei pneumatici anteriori; la prima manovra consigliata in questo caso è  decellerare di modo che l’asse anteriore torni in traiettoria. Se non fosse sufficiente l’ideale è impostare il volante verso l’esterno della curva.

Negli ultimi anni i  la messa a punto delle auto privilegia senz’altro una funzione  sottosterzante in quanto più sicura.  Infatti  aumentando  il raggio della traiettoria impostata, la forza centrifuga scende di nuovo sotto il limite di aderenza dei pneumatici di modo che il conducente possa riprendere il controllo dell’auto.

Tutt’altra situazione è il sovrasterzo: situazione che si crea nel caso in cui la forza dell’asse posteriore è maggiore dell’aderenza dei pneumatici alla strada; se ci troviamo in questa ipotesi la nostra auto farà un testacoda proprio perché la rotazione è maggiore rispetto al necessario.

Sono i veicoli a trazione posteriore solitamente quelli soggetti a “cadere” in questo tipo di situazione che, se si verifica, è comunque più complessa e delicata della prima perché la nostra auto si imposta su una traiettoria a spirale con un raggio minore aumentando  così la spinta sull’esterno della curva.

In questi casi non sempre la decelerazione è sufficiente,  meglio è controsterzare controllando la sbandata e allo stesso tempo cercare di riportare l’auto in traiettoria per ridare aderenza ai pneumatici posteriori stando ben attenti ad evitare di effettuare un “testacoda” sull’altro lato.

Inoltre è molto importante impostare il nostro sguardo proprio nella direzione scelta, questo aiuta sia il nostro orientamento che le nostre mani; ricordiamoci sempre che, anche se il nostro veicolo è dotato di un buon controllo elettronico, è spesso la nostra imprudenza che ci fa impostare una curva erroneamente “sfidando” le leggi della fisica.

Impostare nel migliore dei modi una curva facilita una migliore impostazione delle curve successive, una visibilità maggiore della curva e un aumento del raggio di curvatura; qui di seguito leggiamo insieme le fasi da seguire per impostare una curva ideale a destra:

a) entrata – rallentiamo quando ancora siamo in rettilineo, se la nostra velocità è sostenuta meglio è frenare con decisione questo quando le ruote sono ancora dritte;

b) percorrenza – una volta in curva la traiettoria della nostra auto e la curvatura della strada devono coincidere per permetterci di capire il punto l’uscita della curva stessa con una velocità costante e portando l’auto verso il “punto di corda” cioè verso il margine interno;

c) uscita – In maniera graduale andremo ad aumentare la velocità, allineando lo sterzo e rimanendo sul margine destro della carreggiata.

Il nostro fine è proprio quello di unire queste tre fasi che porteranno ad una traiettoria ideale che avrà di preferenza un punto di corda ritardato permettendoci di uscire dalla curva rimanendo nella propria corsia, mentre un punto di corda anticipato avrebbe l’effetto contrario (uscita verso la corsia opposta).

Inoltre, la traiettoria che passa  per il punto di corda ritardato dà la possibilità di un maggior margine di sicurezza, più possibilità di raccordare le successive curve e una visibilità più ampia verso l’uscita della curva stessa.

La velocità in curva.

La velocità deve essere tale da consentire l’arresto del veicolo entro il campo della nostra visibilità evitando improvvise frenate e rimanendo sempre nei limiti imposti dal Codice stradale; il primo elemento da considerare per mantenere questa premessa è la visibilità. Lo stesso vale nella percorrenza di una serie di curve, ricordiamo sempre di non frenare tra una curva e l’altra: lavoreremo sulla prima curva in funzione della successiva.

La velocità sarà così costante per evitare brusche frenate, per mantenere un equilibrio tra i vari cambi direzionali evitando “l’effetto pendolo” che porterebbe ad uno sbandamento difficile poi da controllare. L’andatura del nostro veicolo dovrà esser fluida e senza variazioni, soprattutto nel caso in cui il fondo stradale non sia in condizioni ottimali ( pioggia, fondo dissestato etc etc).

Da parecchi anni i sistemi tecnologici della casa automobilistiche sono senz’altro altamente qualificati ed innovativi; gli autoveicoli dotati di ABS E ASC evitano lo slittamento delle ruote, mentre il sistema DSC esegue un monitoraggio completo e, nel caso di valori diversi da quelli ottimali, ripristina una marcia normale intervenendo su motore e freni.